La tragedia di Godimondo e Fortunato

L'eterna lotta fra il Bene e il Male

Il filo che tesse la trama de "La Tragedia di Godimondo" è di certo profondamente religioso. In un'epoca imprecisata, si raccontano le vicende del cavaliere gaudente Godimondo e di Fortunato, suo compagno di sventura. Su di loro sta per cadere il fatale decreto di dannazione eterna da parte della Giustizia, ma nelle loro vite interviene la Misericordia, la quale si incarica di salvarli grazie all'aiuto degli angeli custodi che dovranno indurre i due paladini sulla retta via. Ad intralciare l'operato degli angeli, provvede un gruppo di demoni cappeggiati da Belzebù, ai quali seguono ripetuti inteventi delle forze del bene e del male.
Fortunato vista la sua conversione riceve la grazia della salvezza, Godimondo invece muore da peccatore, superbo e sprezzante, finendo tra i demoni. L'ambiente riproposto dall'opera, rievoca suggestioni e particolari emozioni, fin quasi a rivivere da protagonisti quegli anni così lontanti e forse dimenticati dalla nostra società moderna.
Tra i vari personaggi, rivivono cavalieri di ogni sorta: spirirti divini e demoni, poveri, anime del paradiso e dell'inferno, servi, mercanti e giardinieri fino a Don Colombano, il sacerdote. Possiamo quindi concludere dicendo che questa tradizione rappresenta l'unico esempio rimasto oggi in Trentino, di una consuetudine popolare drammatica diffusa nel passato su tutto il territorio provinciale. Tra le ipotesi che possono spiegare la sopravvivenza nella sola valle del Vanoi di questa pratica di teatro religioso popolare, la più convincente è l'isolamento dei suoi paesi assieme all'orgoglio che è nato dalla consapevolezza di essere quasi i proprietari esclusivi dell'opera di "Godimondo e Fortunato".
Ecco perchè, oggi più di ieri, il contenuto del dramma rispecchia forse, l'esperienza spirituale degli abitanti e pure gli aspetti fantastici di molti personaggi e situazioni che hanno contribuito ad avvincere e a suscitare meraviglia tra gli spettatori sino ai giorni nostri.

  • Tra i drammi trentini rappresentati nel '700 troviamo tra gli altri: "Il Martire pargoletto e il Martirio di S. Vigilio Vescovo di Trento", di Vittore Vayra di Rivarolo; "Il Martirio di S. Filippo e di S. Giacomo", di D. Vincenzo Angeli di Trento; A Crosano, "Il Casto Giuseppe", a Uavré e Vigo "L'anima dannata".

Intervista a Giovanni Boso
Attore nel '48 - '62 - '88



Godimondo e Fortunato

Edizione 1932

Il palco Il palco - 1932 Il pubblico - 1932 Il pubblico - Piazza di Prade

Edizione 1998

Gli attori Gli attori Fortunato e la Tentazione Fortunato e la Tentazione Gli angeli Gli angeli con la Misericordia e la Giustizia

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