La tragedia di Godimondo e Fortunato

Origini e significato della storica rappresentazione

PRADE - Il dramma religioso di Godimondo e Fortunato, rappresentato come vuole la tradizione ogni dieci anni nel paese di Prade (Valle del Vanoi) si colloca all'interno di quel filone di teatro Gesuitico con scopi moralizzatori e catechetici, indicato dallo stesso concilio di Trento (1545-1563). L'opera rappresenta la storia di due cavalieri che conducono una vita sregolata e peccaminosa. Fortunato si ravvede, mentre Godimondo sprezzante del pentimento dell'amico finisce tra i demoni.
Il manoscritto più antico di cui si è a conoscenza, sembra essere la trascrizione risalente al 2 gennaio 1878. In calce, la copia originale porta la firma del maestro elementare Antonio Ceccon, il quale precisa che la commedia è stata rappresentata "Ai 28 di febbraio e replicata ai 4 marzo 1878"; sull'ultima pagina del copione si legge invece "Copiatta ai 22.3.1911 e rappresentata ai 17.4.1911 - diretori Zortea Vigilio e Cecon Emanuele".
Negli anni successivi a questa data - da quando è stato confermato dalle ricerche di Annalisa Benatti⁴ che nel '78 dedicò la sua tesi di laurea alla Tragedia di Prade - sembra che le rappresentazioni si siano alternate dal 1921, nel '32, subito dopo la pausa della guerra nel '48, nel '62, nel '78, siano alle ultime recenti edizioni nel 1988 e 1998.
Va notato che le edizioni che vanno dal 1948 al 1962 e successivamente al 1978, sono temporalmente molto distanti tra loro, perchè come accade ovunque, le tradizioni tendono a scomparire o a sopravvivere tra mille difficoltà.
Lo spopolamento del paese in seguito alla guerra, causato dalla mancanza di lavoro e dalla lontananza dai centri produttivi, la terribile alluvione del 1966 e molte altre situazioni sfavorevoli in quegli anni, hanno quasi compromesso il proseguimento di questa importante tradizione culturale.
Solo con grandi sforzi e profonda dedizione, gli abitanti del piccolo paese di Prade, sono riusciti negli ultimi anni a far sopravvivere questo loro patrimonio.
Secondo i racconti della popolazione locale, l'opera è così coinvolgente da richiamare moltissima gente anche dalle valli limitrofe e da fuori della provincia.
Testioni⁵ raccontono di aver visto arrivare nel passato, centinaia di persone con i carri o a piedi dal Primiero, Tesino, Valsugana, dalla Val di Fiemme e Fassa, dal bellunese, per assistere al dramma religioso.
Per molti di questi, la partecipazione allo spettacolo diventa una vera e propria festa.
Dopo essersi entusiasmati e aver sofferto per la sorte dei due eroi, tutti se ne tornavano con calma a casa al tramonto dicendo: "Anche questa volta i pradaroti, i ha fat la so' bela Commedia"⁶. Del testo vero e proprio - scrive Annalisa Benatti, nessuno ha saputo dire l'orgine precisa. Tutti invece si riferiscono al manoscritto copiato a mano da uno più antico.
Successivamente si produssero delle copie dattiloscritte, con alcune modifiche, fino ad arrivare al testo tuttora utilizzato per la rappresentazione.
Al di la della trama e dell'originalità del messaggio trasmesso, c'è un mondo di grandi emozioni a far muovere gli attori (non professionisti) che con molta tenacia riescono a far rivivere ogni dieci anni, la storia e la tradizione negli occhi di giovani e anziani.

  • ¹ Bruno Emmert, "Rappresentazioni sacre e profane in Trentino", 1632-1804;
    Angelo Prati, "I Valsuganotti", Borgo Valsugana, 1974
    Albino Zanetti "rappresentazioni sacre in Trentino", Archivio storico Trieste-Istria e Trentino, 1883.
  • ² D. Michelangelo Mariani, "Trento con il sacro Concilio e altri contabili", libri 3, Trento MDCL XXIII.
  • ³ Copione trascritto a mano dagli abitanti del paese, presente nell'archivio del comitato organizzatore.
  • ⁴ Annalisi Benatti, "Godimondo e Fortunato, Una tragedia religiosa nella Valle del Vanoi", Tesi di laurea - Università degli studi di Urbino, Anno Accademico 1977-1978.
  • ⁵ Francesco Romagna, "La Valle del Vanoi", Saturnia, Trento, 1975.
  • ⁶ Angelo Prati, "Folklore trentino", Colonna canti, novelle, tradizioni delle regioni italiane.
    Giovanna Borzaga, "120 leggende del Trentino", Reverdito, Trento.
    Ermete Menapace, "Leggende del Trentino", Reverdito, Trento.
Godimondo e Fortunato

Rappresentazioni

Fumetto1 Laboratorio Medie Fumetto2 Laboratorio Elementari Fumetto3 Paolo Cossi - Godimondo e Fortunato

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